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Dicono di noi
 
I fumetti
Uno spazio di lunatici
Intervista di KRIS CRISTOPHER agli E.S.E. Group
D: Innanzi tutto una piccola presentazione del gruppo, vorrei foste voi a farla.
R: Beh! siamo nati, musicalmente parlando, nel 77 in una zona della provincia di Roma, tra industrie di travertino e puzza di uova sode proveniente da una sorgente di acqua sulfurea. Pare faccia bene alle nonnette per i foruncoli (acne volgare). Musicalmente isolati dal grosso movimento rock come credo che d'altronde tutti i gruppi italiani e peggio ancora quelli del sud o della provincia, in quanto non esiste una generazione rock così forte come in America od in Inghilterra. Quindi non esisteva un area di confronto o di esperienze. La dove esiste è totalmente controllata dai manager e compagnia bella. Con questo non dico che mi piace tutta la musica americana o tutta la musica inglese, dico solo che là esistono più spazi per poter suonare.
D: Okay, però in pratica volevo una breve presentazione di voi e della vostra musica per poter avere una minima nozione di voi visto che non vi conosce nessuno, comunque va bene uguale.
R: Lo dici tu che non ci conosce nessuno. Si, comunque eccoti la nozione necessaria per poterci conoscere ed un giorno sputarci addosso. Siamo in tre a suonare, la nostra formazione è una tipica formazione rock, batteria, chitarra, basso e tastiera di cui York si alterna a suonare, il genere musicale è il rock trock ossia un rock dai rumori fumettistici, hai presente tutti quei rumori che ci sono nei fumetti tipo "sbamm", "sdeng", "pum", "crasch", "pack", ecc., bene questa è la nostra musica sempre rapportata al suono tipico del rock. Beh.. penso si sufficiente.
D: Rock trock? Mai sentito! Penso sia un nuovo genere, volete spiegarci meglio di che si tratta?
R: E' semplice, è un modo d'interpretare tutta quella sfilza di rumori fumettistici musicalmente, per fare questo bisogna leggere molti fumetti, bisogna avere una cultura, una cultura da fumetto.
D: Penso che la cosa sia estremamente idiota.
R: Si, ma ma noi effettivamente ci rivolgiamo ad un pubblico idiota, molto più idiota del pubblico a cui si rivolge la musica disco o la musica elettronica alla Krafwark, penso che sia rivoluzionario tutto ciò, perchè dal momento che incidi un disco e vuoi fare soldi non ti rivolgi certo ad un pubblico intelligente come quello che segue la musica di Zappa o chi altro, preferisco gli idioti agli intelligenti.
D: Così facendo non venderete nessun disco, penso che nessuno avrà voglia di sentirsi idiota.
R: Non si venderebbe un bel nulla anche facendo una musica intelligente, lo dimostra il fatto che moltissimi artisti, che suonano cose interessanti ed intelligenti, hanno fatto e fanno ancora la fame. Penso che gli idioti comprano musica idiota semplicemente perchè sono idioti e non potrebbero comprare nessun altro genere, il ragionamento fila no?
D: Certo! Ma passiamo alla musica, come sono strutturate le vostre canzoni? Voglio dire quale è il vostro timbro, la vostra sonorità, non so se avete capito.
R: Si abbiamo capito. Facciamo musica per idioti ma noi non lo siamo. Penso che tutto si basi sull'effettiva carenza di tecnica collettiva ed individuale, quindi, partendo da questo, ci si pone sulla struttura di una canzone in maniera di usufruire tutti gli effetti che a noi interessano per mascherare limitazioni tecniche. In pratica facciamo quello che sappiamo fare e se abbiamo imparato qualcosa allora facciamo quello che sappiamo fare più quello che abbiamo imparato.
D: Semplice ma pratico. Okay, so che vi siete auto gestiti per fare il vostro primo disco, che, d'altronde penso, non ha una copertina che possa interessare agli "idioti" come voi li definite, tanto meno la musica, potete parlarci di questo disco, che a me sembra in contraddizione con il rock trock di cui parlavate prima.
R: Il disco è in contraddizione in quanto tutta la società vive in contraddizione, quindi nel momento in cui incidi un disco entri a far parte di un meccanismo musicale dove vieni etichettato o mistificato, la soluzione per noi è la contraddizione. Quando tu ci hai chiesto prima che tipo di musica noi facessimo dimostra il fatto che tu giornalista sei in contraddizione, che non sei coerente con te stesso per il semplice fatto che hai esposto una domanda non coerente con i reali bisogni di cui la gente andrebbe educata, la gente non ha di questi bisogni, non vuole sapere se noi facciamo rock trock o disco music, anche se in realtà è quello che vogliono, però questo fa parte di una contraddizione di fondo, quindi, non vedo perchè anche noi non dobbiamo essere in contraddizione.
D: Non ho capito bene, potete spiegare bene il concetto di contraddizione?
R; Pensiamo che è normale essere in contraddizione dal momento che tutto l'ambiente si muove sulla contraddizione, però la differenza è che noi non siamo giornalisti come te che dovrai scrivere ogni giorno degli articoli, quindi potrai scrivere un mare di cazzate per la gente che ne ha voglia di leggerle, noi suoniamo, ci divertiamo, e a chi non piace non piace, stop, chiuso lì.
D: Ma anche voi potreste dire un mare di "cazzate" con la vostra musica, per gente che ha voglia di sentile.
R: Certo, noi suoniamo tantissime cazzate, lo abbiamo detto, perchè è l'unico modo per far soldi, se poi ci sono coglioni che comprano i nostri dischi bene, ne siamo contenti, se no, pazienza!
D: E allora su quali basi potete che io sono in contraddizione come giornalista?
R: La tua contraddizione nasce nel momento in cui hai assunto il tuo ruolo di scrivere per altri, per persone come me, come te, indirizzati, cioè nati spontaneamente, le falsità e le ipocrisie di questo potere, mentre noi vogliamo solo camparci.
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